Governo, Di Maio: “Discorso con Lega è chiuso. Accordo con il Pd o si ritorna al voto

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Governo, Di Maio: “Discorso con Lega è chiuso. Accordo con il Pd o si ritorna al voto

Abbiamo apprezzato le parole di Martina, vanno nella direzione di un’apertura, noi ci siamo sui temi per firmare un contratto di governo per il cambiamento del Paese, ma non rinunciamo ai nostri temi”, così si è espresso Luigi Di Maio, leader del Movimento 5stelle, al termine del colloquio con il presidente della Camera, Roberto Fico. “Ribadiamo – ha chiarito Di Maio – che il M5S e il Pd sono e resteranno alternativi ma nessuna forza politica può fare da sola, per questo abbiamo ribadito la nostra disponibilità a discutere con il Pd nonostante le differenze e i trascorsi”. “Noi ci siamo sui temi e chiedo al Pd di venire al tavolo per mettere in piedi un contratto, vedremo se ci saranno i presupposti per creare un governo del cambiamento” ha concluso il capo politico dei pentastellati.

Governo, Di Maio: "Discorso con Lega è chiuso. Accordo con il Pd o si ritorna al voto

Governo, Di Maio: “Discorso con Lega è chiuso. Accordo con il Pd o si ritorna al voto

LA REAZIONE DI SALVINI –

“Di Maio mi accusa di essere irrilevante? Forse voleva dire “coerente” e leale, visto che lavoro da 40 giorni per formare un governo fedele al voto degli italiani. Amoreggiare con Renzi e con il Pd pur di andare al potere mi sembra invece irrispettoso nei confronti degli italiani e dei propri elettori. Se vuole smettere di polemizzare aiutarmi a ricostruire questo Paese io come leader del centrodestra sono pronto”.

Le parole del presidente del Pd, Matteo Orfini

“Di Maio in questo momento ci sta chiedendo pubblicamente di fare un accordo sulla base di un confronto programmatico. Per chiarezza, sulla proposta di un accordo per un governo politico Pd-M5s la mia personale posizione resta la stessa di sempre: sono contrario“.

“La nostra disponibilità al confronto c’è. E’ Fico il candidato a premier del M5S?”, aveva detto in mattinata il capogruppo dem al Senato Andrea Marcucci – “non vedo le condizioni” perché i programmi di Pd e M5s si possano allineare – aveva rilevato in mattinata – ma ha aggiunto che “le sorprese in politica sono sempre dietro l’angolo”.

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