Da Salvini arriva poi la proposta di ridiscutere la protezione umanitaria, un’ipotesi già anticipata il 18 giugno scorso dal governatore del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga: “La situazione è pesante e nessuno ci ascoltava in Europa”, ha aggiunto Salvini. “I rifugiati veri sono 7 su 100. Andremo a rivedere la protezione umanitaria, il 30 per cento del totale: occorrono criteri oggettivi per concederla”. Nessun cambio di programma invece sul censimento ai rom, che rimane nelle intenzioni del ministro dell’Interno: “Nei campi nomadi deve valere la legge. So bene che la questione dei campi riguarda solo un quarto dei rom che vivono in Italia. Fossero tutti musicisti, farmacisti o maestri non avrei nulla da obiettare” spiega Salvini. “Purtroppo ce ne sono altri che sono delinquenti e educano i figli a rapinare e rubare. Chiedere a chi vive nei campi rom, nome e cognome, indirizzo, codice fiscale, carta di identità, quanti figli ha e quante tassa paga è normale o no? Noi siamo censiti, perché non dovrebbe esserlo chi vive da nomade? Se non mandi i figli a scuola, io i figli te li tolgo, perché la legge dice questo. Non è che se tu sei un rom ti puoi permettere di far vivere i tuoi figli nella schifezza. Il mio obiettivo – ha concluso – è chiudere i campi rom, chi non ha lavoro né diritto di restare qui, se ne va da un’altra parte”.